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Sento e vivo con lo stomaco.
(e parlo aprendo un sacco di parentesi)
“Il giorno in cui Twitter è un po’ morto”, scrive un utente proprio sulla piattaforma di microblogging. Commenta la nota diffusa dallo stesso quartier generale del social network, che annuncia una modifica della propria tecnologia per consentire una censura dei messaggi “specifica per Paese”.
La notizia ha ovviamente fatto il giro della rete e va collegata all’intento del tutto commerciale di espandere la base di 100 milioni di user attivi su Twitter in Paesi dove il microblogging viene scrutato (e censurato) dall’alto.