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Sento e vivo con lo stomaco.

(e parlo aprendo un sacco di parentesi)

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Theme by: Miguel
  1. jthenr-comics-vault:

"Back to the war."
PUNISHER Vol.2, #2 (Aug. 1987)Art by Klaus JansonWords by Mike Baron

    jthenr-comics-vault:

    "Back to the war."

    PUNISHER Vol.2, #2 (Aug. 1987)
    Art by Klaus Janson
    Words by Mike Baron

  2. 79 Notes
    Reblogged: jthenr-comics-vault
  3. madonnaddolorata:

gattogattogatto:


Art Spiegelman, Giorgio Carpinteri, Charles Burns (1985)

Di cosa stiamo parlando.

beltà

    madonnaddolorata:

    gattogattogatto:

    Art Spiegelman, Giorgio Carpinteri, Charles Burns (1985)

    Di cosa stiamo parlando.

    beltà

  4. 13 Notes
  5. mikedeodatojr:

Original Sin #7

    mikedeodatojr:

    Original Sin #7

  6. 32 Notes
    Reblogged: mikedeodatojr
  7. selchieproductions:

nowinexile:

#GazaUnderAttack

This is the strongest and saddest thing I’ve read in a long time. 

    selchieproductions:

    nowinexile:

    #GazaUnderAttack

    This is the strongest and saddest thing I’ve read in a long time. 

  8. 7606 Notes
    Reblogged: mangorosa
  9. unpensadoranonimo:

    Continuan las críticas de los humoristas gráficos al genocidio que cometen en Gaza tropas del ejercito de Israel

  10. 254 Notes
    Reblogged: mangorosa
  11. drdavidmrmack:

I’ve been working on something and the first rule is: You don’t talk about it…But Chuck Palahniuk talks about it here on USA Today:http://www.usatoday.com/story/life/movies/2014/07/21/chuck-palahniuk-fight-club-comic-book-exclusive/12735275/


I will be on the FIGHT CLUB panel with Chuck Palahniuk & director David Fincher this Saturday at San Diego Comicon.
I will be signing the new MUSE art book (in ltd supply) at Century Guild booth# 2845 Wed-Sunday. And a signing with Chuck & the Fight Club crew on Sunday. I’ll be doing all the cover art for Fight Club (10 issues). Here is the teaser image… which may just be available as a limited edition print at the signing I’m doing with Chuck at SDCC. Shhh.

    drdavidmrmack:

    I’ve been working on something and the first rule is: You don’t talk about it…

    But Chuck Palahniuk talks about it here on USA Today:

    http://www.usatoday.com/story/life/movies/2014/07/21/chuck-palahniuk-fight-club-comic-book-exclusive/12735275/

    I will be on the FIGHT CLUB panel with Chuck Palahniuk & director David Fincher this Saturday at San Diego Comicon. I will be signing the new MUSE art book (in ltd supply) at Century Guild booth# 2845 Wed-Sunday. And a signing with Chuck & the Fight Club crew on Sunday. I’ll be doing all the cover art for Fight Club (10 issues). Here is the teaser image… which may just be available as a limited edition print at the signing I’m doing with Chuck at SDCC. Shhh.
  12. 58 Notes
    Reblogged: drdavidmrmack
  13. (Source: kroners)

  14. 23246 Notes
    Reblogged: 3nding
  15. accurate.

    accurate.

    (Source: bensears)

  16. 97947 Notes
    Reblogged: unoetrino
  17. professorcaspita:

Brevetto n.33

    professorcaspita:

    Brevetto n.33

  18. 27 Notes
    Reblogged: professorcaspita
  19. 238350 Notes
    Reblogged: girodivite
  20. cosa ascolta un killer?

    yesiamdrowning:

    Amanda Knox e Raffaele Sollecito si incontrarono a un concerto di musica classica. Erika de Nardo, nelle parole dell’allora fidanzatino Omar, amava gli Articolo 31 e Robbie Williams. Trent’anni prima Doretta Graneris, detta la Belva di Vercelli, passava le sue giornate sentendo Claudio Baglioni. Felice Maniero, capo della cosiddetta Mala del Brenta, spesso cantava Mina, Renato Zero o Edoardo Vianello. A Roma, Franco Giuseppucci, il Libanese per gli amanti di “Romanzo Criminale”, era ossessionato da Franco Califano. Luciano Lutrig, il Solista del Mitra, era un appassionato di jazz e di Carosone. Quel Renato Carosone che spesso è stato affiancato all’ascesa della mafia negli USA e conseguentemente fu oggetto d’interesse da parte della Commissione Anticrimine che faceva capo al senatore Robert Kennedy. Pietro De Negri, detto il Canaro della Magliana, ascoltava soprattutto la radio che, nel 1988, passava canzoni come “Andamento Lento” di Tulio De Piscopo, “I Maschi” di Gianna Nannini o “Notorious” dei Duran Duran. Marco Mariolini, detto il Collezionista di Anoressiche, si dice ascoltasse Lucio Dalla ed Eros Ramazzotti. Gran parte dei neomelodici sembrano essere il pane quotidiano per i killer di Gomorra e non credo che Pietro Pacciani, detto il Mostro di Firenze, ascoltasse propio i Prodigy o Marilyn Manson.
    Le cose allora sono due: o sono sempre stato informato male e ho capito fischi per fiaschi, o il rock and roll c’entra con il mondo del crimine assai meno di quello che si pensa o ci vogliono fare credere.
    Alcuni indizi di fondo mi spingono a escludere la prima delle due ipotesi. Vuoi perché nella vita sono oramai vent’anni e passa che mi occupo di musica, vuoi per una moderata attività cerebrale a questo correlata che quotidianamente mi consente di soffermarmi su quei dettagli verificabili ma che solitamente passano inosservati a gran parte delle persone per cui la musica è “soltanto musica”: la colonna sonora nello spot della Renault (“Bring Down The Birds” di Harbie Hancock), il flyer di un concerto di Sade del 1988 sulla bacheca del fast-food dove lavora Eddie Murphy ne “Il Principe Cerca Moglie”, il campionamento di brano scritto da Roger Waters e Ron Geesin per una colonna sonora di un documentario del 197O in un disco di Dj Shadow pubblicato 26 anni dopo. Reputo anche questi accadimenti una prova ontologica di un pressoché impellente bisogno di un buon analista, ma questa è un’altra storia.
    Allora cosa ci succede intorno? Ci prendono per fessi o cosa? Capisco che il tono di entrambe le domande potrebbe suonare e tuonare un tantinello complottista a noia ma vale la pena dedicargli almeno qualche minuto di svacco.
    La ricerca del vero (ma basterebbe anche del verosimile) è arte raffinata e studio difficile, da applicare sia in pubblico che nel segreto delle nostre clausure domestiche. Cercare di non trasformare sempre tutto in un possibile servizio di Studio Aperto dovrebbe essere considerata buona prassi e non solo una botta di culo. Eppure l’Azienda Buon Gusto ha oramai dato da tempo cenni di cendimento ed è prossima a chiudere bottega. Siamo totalmente incapaci di mettere a sistema quei pochi concetti che servono alla base di una civile convivenza.
    Siamo medioevali. Fermi ancora in un’epoca che oramai dovrebbe essere putrefatta; un’epoca fatta di spauracchi e caccia alle streghe, dove anche nella storiella qualunque si cerca l’elemento dirompente e qualche ingrediente piccante in grado di titillare la curiosità più becera di tutti i borghesucci piccoli piccoli di neorealistica memoria.
    Diciamo che cerco di comprendere ancora, il torbido meccanismo che spinge taluni a fare distinzione tra omicidi rock (tendenzialmente a base satanista, neanche a dirlo…) e omicidi e basta. Però, vivendo in un Paese evoluto come si dichiara l’Italia, ci sono aspetti che mi restano incomprensibili. Prendiamo le simpatie per il mondo dell’heavy metal che hanno caratterizzato gli episodi criminali legati alle Bestie di Satana. Da quando ci siamo messi a dare peso alle colonne sonore degli omicidi? Certo, scrivere un articolo deve essere parecchio complicato, il rischio di cadere nella solita minestra è sempre in agguato, la variante su tema può passare in scioltezza attraverso l’original sountrack della mattanza. Del resto anche questa è una storia vecchia: da sempre si è cercato di romanzare, anzi, “cinematografare” gli episodi di cronaca nera per renderli più appetibili e pop.
    Ma allora perché non essere sottili, perché non amare il politicamente scorretto ed esaltare il sinistro fino in fondo, anche a costo di dire le verità più scomode. Ossia che Pietro Maso mentre sterminava la famiglia stava in botta fissa per “Pump Up The Jam” dei Technotronic proprio come mia sorella, che Anders Breivik mentre accoppava 77 pesone a Oslo col suo iPod ascoltava Giuseppe Verdi e Wolfgang Amadeus Mozart (oltre alla sempre citata “Lux Æterna” di Clint Mansell) proprio come ci insegnano nelle scuole e nelle accademie mentre Salvatore Parolisi si scambiava con la sua amante canzoni di Andrea Bocelli come i genitori di molti e non di certo di Burzum.
    Del resto pure Charles Mason stravedeva per i Beatles, mica per i Black Sabbath*.
    Cinque anni fa, quando era già sul viale del tramonto, quel pozzo di idee (altrui) di Francesco Sarcina disse al collega Giulio Brusati: “Se scoprissero un serial killer con “Dedicato a Te” nell’iPod le cose cambierebbero. Darebbe un nuovo corso alle Vibrazioni”. Per fortuna il buon Dio almeno questa ha deciso di risparmiarcela e gli amici di Giulia si sono “immensamente” sciolti da lì a tre anni. Del resto, come diceva Archie Bunker in una sua celebre battuta:Dio non fa errori. E’ per questo che è diventato Dio”. Così anche questa pagina che era bianca in cima oramai volge al termine. Mi sento appagato. Questo vano tentativo di ribilanciare le parti in una più giusta percentuale credo abbia fatto bene a me e alle centinaia di dischi alle mie spalle per i quali nessun animale è stato torturato, nessun amico è stato seviziato e nessun familiare è stato ucciso -  ne ho mai avvertito il bisogno di farlo. E tanto mi basta.





    *Fu arrestato che i quattro di Birmingham si erano appena formati, ma non era certo un fan dello stregone Screamin’ Jay Hawkins o dello psicotico Lord Sutch.

  21. 15 Notes
    Reblogged: yesiamdrowning
  22. 3 Notes
    Reblogged: quartodisecolo
  23. kansassire:

    Kriminal, 1966, Umberto Lenzi

  24. 45 Notes
  25. (via A soluzione - Il Post)
  26. 25 Notes
  27. 13247 Notes